Scuola d'Arte

Trent’anni di insegnamento alla Scuola d’Arte di Gorizia
di Mara Gallas

La figura dell’architetto Morassi si inserisce nel lungo cammino di una Scuola, l’attuale Istituto Statale d’Arte Max Fabiani, per un trentennio, dal 1944. In anni in cui le donne non trovano facilmente posto in ambienti professionali e culturali, impose la sua professionalità, la sua capacità di insegnamento e le sue doti organizzative nella direzione dei laboratori di Arte del legno in un contesto dominato dalla presenza maschile.
Il suo carisma e la sua grande personalità influenzarono positivamente l’operato dei colleghi e degli studenti. Sotto la sua direzione impostò, con i docenti di laboratorio, il programma da svolgere e ne seguì tutte le fasi, dalla progettazione alla realizzazione. La produzione di mobili e oggetti progettati da lei stessa e dagli allievi sotto la sua guida s’imposero per l’altissima qualità del design. Collaborò attivamente alla conduzione ed allo sviluppo della Scuola, divenendo ben presto un punto di riferimento per tutti, quale instancabile promotrice e coordinatrice dell’attività artistica dentro e fuori la Scuola stessa. Fu un trentennio di lavoro fondamentale per il percorso di questo istituto dalla storia movimentata e ultracentenaria.
L’Istituto nasce nel lontano 4 aprile 1880 a Mariano come Scuola specializzata nella lavorazione della sedia, con il preciso compito di rialzare le sorti di un paese con gravi problemi economici legati sia alla crisi europea del 1873, che a scelte sbagliate, tra cui l’impreparazione organizzativa, tecnica e commerciale. Tale situazione costringe i “marianesi” a chiedere aiuto al Governo Austriaco che risponde istituendo l’I.R. Scuola Industriale con il preciso compito di migliorare con l’istruzione la qualità del prodotto e conquistare nuovamente il mercato.
Per anni l’attività è talmente fiorente da indurre molte famiglie d’agricoltori a lavorare nel settore dell’artigianato durante i periodi di riposo della campagna e taluni ad abbandonare definitivamente il lavoro dei campi per approdare ad un’ attività certamente più remunerativa. La Scuola, sotto la guida dell’ingegnere Carlo Ribi, perfeziona il disegno e l’esecuzione dei manufatti e conquista il mercato d’Oriente progettando sedie scomponibili che permettono spedizioni in quantità maggiori con minori costi di trasporto e tasse.
Dal 1883, grazie anche alla nascita di una Cooperativa di seggiolai, la Scuola sempre più specializzata nella formazione d’esecutori non solo di sedie, ma anche di provetti Maestri per la progettazione e la realizzazione di mobili di lusso e di serramenti, s’impone per un cinquantennio facendo risorgere l’economia del paese. L’Istituto dal 1907 è diretta da Vincenzo Del Neri e, sull’onda di continui successi nelle varie esposizioni, amplia i propri insegnamenti, affiancando nuovi corsi d’intaglio, tarsia e tornitura.
Con l’evento della Grande Guerra la Scuola è incendiata e nell’incendio si perdono, oltre all’edificio, anche tutti i lavori già realizzati e tutte le strutture didattiche. Riapre nel primo dopoguerra in una baracca e riprende le sue attività recuperando il legname necessario alle esercitazioni dalle trincee e da baraccamenti abbandonati. Ciò nonostante nel 1921 all’esposizione alla Fiera di Udine dimostra di essere rinata e di non aver perso la sua grande potenzialità. Il 19 novembre del 1922 la Scuola Industriale si stabilisce, sempre a Mariano, nella nuova e rinnovata sede di Palazzo Dionoro.. Nell’anno scolastico 1923/24 la Scuola è diretta dal professore Luigi Ballaben e nell’anno successivo la direzione passa al professore Aldo Mateucci, già direttore della Scuola d’Arte di Penne (Teramo).
Nel 1924, con un Regio Decreto, passa dal Ministero dell’Economia Nazionale al Ministero della Pubblica Istruzione, prendendo il nome di Regia Scuola d’Arte Industriale. Rinnova anche il suo ordinamento e il nuovo piano di studi prevede anche insegnamenti di discipline artistiche, tecniche e culturali. Esso si articola in due corsi biennali, uno inferiore e uno superiore di specializzazione. Alla fine di ogni anno scolastico gli allievi nell’ambito delle esposizioni si fanno notare per la loro preparazione e per le loro grandi capacità artistiche ed esecutive. Aumenta di molto il numero degli allievi provenienti anche dai paesi limitrofi, come cresce pure la sua fama. La crescita del prestigio della Scuola, la necessità di trovare nuovi locali ed anche le spese elevate per l’affitto che la stessa deve sostenere, sono gli elementi fondamentali per iniziare le pratiche di trasferimento dei corsi superiori nella vicina Gradisca d’Isonzo mentre i corsi inferiori restano a Mariano.
Il 18 dicembre del 1931 il Ministero autorizza il trasferimento. La Scuola resta divisa tra Mariano e Gradisca dal 1932 al 1936 e alla fine di quest’ultimo anno si riunisce e si trasferisce definitivamente a Gorizia. Nel gennaio 1935, con R.D.L., è classificata di secondo grado e compresa nel gruppo delle RR. Scuole artistico- Industriali.
Subito dopo il 1936 si trasferisce, nella nuova sede di Via Vittorio Veneto, ad amplia e perfeziona con specifici insegnamenti la sezione di Arte del legno, istituisce la sezione di Decorazione Pittorica e, successivamente, anche le sezioni di Arte della pietra e Arte della ceramica e delle terre cotte. E’ presente anche un corso serale di nudo in collaborazione con il Sindacato delle Belle Arti. La Scuola cambia anche amministrativamente, diventa Ente autonomo, con la nomina di un Presidente da parte del Ministero e la formazione di una commissione di cui fa parte anche l’architetto Massimiliano Fabiani del quale oggi l’Istituto porta il nome. Seguiranno poi, con l’evento della guerra, anni difficili. Il Direttore Mateucci è deportato nel 1945, e la direzione affidata provvisoriamente al professore Guido Menon, e per un periodo trasferita nei locali di casa Morassi in Borgo Castello.
Nell’anno scolastico 1945/46 subentra quale direttore incaricato il professore Luigi Ballaben. Causa gli eventi bellici diminuisce il numero degli allievi e pertanto il Consiglio dei docenti decide di sospendere momentaneamente l’apertura della sezione di Arte della ceramica e delle terre cotte. Nonostante tutte le gravi difficoltà, la Scuola riprende velocemente la sua crescita, tanto da richiedere al Comune nuovi locali e continua ad essere presente a tutte le manifestazioni artistiche riportando sempre grandi soddisfazioni.
Nell’anno scolastico 1950/51 il Ministero autorizza l’apertura della sezione Arte della tessitura ed è con questa nuova sezione che la Scuola d’Arte Industriale, esclusivamente maschile, apre l’accesso anche alle ragazze.
Nell’anno scolastico 1954/55 si trasferisce con una parte di insegnamenti nell’attuale sede di Piazzale Medaglie d’oro.
Il 29 ottobre 1960 il Ministero della Pubblica Istruzione comunica la trasformazione da Scuola d’Arte ad Istituto Statale d’Arte. In questi anni cambia l’ordinamento dell’Istituto un corso triennale inferiore, (trasformato in Scuola Media, successivamente soppressa), un corso triennale superiore e un corso biennale di sperimentazione autorizzato nell’anno scolastico 1968/69. Con il nuovo ordinamento quattro sono gli indirizzi attivati: Arte del legno poi trasformato in Architettura e arredamento, Decorazione pittorica, Arte della pietra ed Arte del tessuto.
Dal 1965 al 1976 l’Istituto è diretto dal professore Andrea Parini; dal 1976 al 1989 dal professore Aurelio Lutman, ed è sotto la direzione di quest’ultimo che l’Istituto viene intitolato all’architetto Max Fabiani. Dal 1989 al 1997 la scuola è diretta dal professore Paolo Napolitano e dal 1997 al 1999 dalla scrivente.
Nell’anno scolastico 1996/97 è autorizzata la sperimentazione assistita “Progetto Michelangelo” con il relativo cambio di ordinamento e la trasformazione delle sezioni. Tale sperimentazione, in atto sia negli Istituti d’arte che nei Licei artistici, diventa ora normativa, prevede un corso quinquennale suddiviso in biennio propedeutico ed in un triennio di indirizzo.. Nell’anno scolastico successivo l’Istituto passa completamente alla sperimentazione ed attiva i seguenti indirizzi per l’Area Compositiva : Pittura e Decorazione pittorica, Scultura e Decorazione plastica, Architettura ed Arredo, Moda e Costume; per l’Area dei beni culturali il nuovo indirizzo di Rilievo e Catalogazione.
Nell’anno scolastico 1999/2000 l’Istituto, per effetto del Piano di dimensionamento, è accorpato all’Istituto tecnico D’Annunzio sotto la presidenza del dottor Roberto Curtolo, attuale dirigente scolastico.
Questa in sintesi la storia di una piccola grande Scuola cresciuta e trasformata radicalmente nel tempo, grazie al lavoro di tanti ed importanti docenti, alla cui crescita la presenza dell’architetto Morassi ha contribuito in modo determinante. Personalmente, e facendomi portavoce di quanti l’ hanno conosciuta, esprimo gratitudine e riconoscenza, a questa grande “Signora”, da tutti così chiamata per il grande rispetto alla sua persona e professionalità.